Il rifugio, situato a nord di Trento, località Melta, ora Via don Milani, fa parte di una serie di opere difensive in caverna costruite dall’Austria per sostituire ma anche integrare le opere in muratura costruite prima del 1914.   Il Trentino era una zona di confine di grande importanza militare  e Trento assumeva un ruolo nuovo nei piani difensivi ed offensivi dell’Austria, come nodo logistico e stradale, posta a dominare lo sblocco delle principali vallate.  Queste caratteristiche indussero il comando austriaco a rendere Trento inespugnabile , con la costruzione di una ventina di forti difensivi in muratura, (dal 1860 al 1915) e successivamente in caverna di difficile accesso per gli avversari. (1914-1915). Il rifugio di Gardolo chi amato “stoi” faceva parte della cosiddetta Linea Rossa che partiva da nord di Gardolo, passava per Ischia Podetti, raggiungeva il Forte Bus de Vela, la Cima Palon, scendeva verso Romagnano e Mattarello, saliva la Valsorda , poi lungo il crinale della Maranza e Marzola, raggiungeva Roncogno, attraversava il Fersina , saliva fino a Civezzano e poi sulla cima del Calisio e raggiungeva poi Gardolo. La fortificazione prevedeva due postazioni per  batterie di artiglieria, una  inferiore tutta scavata nella roccia raggiungibile attraverso un salone di collegamento ed una scalinata, e una superiore alla quale si accedeva esternamente salendo sulla montagna. Nella seconda guerra mondiale fu utilizzato come rifugio durante i numerosi bombardamenti che subì la nostra citta, soprattutto quelli diretti a colpire il Pont dei Vodi.
Per maggiori e dettagliate informazioni consultare il  libro “TRENTO CITTA’ FORTEZZA”  di Corrado Marzi e Tiziano Borsato  - Edizioni Persico.

Quando veniva lanciato l'allarme di bombardamento, la maestra radunava i bambini fuori da scuola affinché i genitori venissero a prenderli per portarli nel rifugio. Antonietta ricorda che sua madre, avendo già vissuto la Prima Guerra Mondiale, dopo averla condotta nel rifugio tornava a casa a preparare da mangiare e ritornava a prenderla a fine allarme per il pranzo. 

Rifugio delle Grandi Guerre “Stoi”



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